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24.06.2009
Una città che affonda  
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Una città che affonda

Qui in molti vengono a trascorrere la luna di miele e le vacanze, così masse di gente pigra affollano per tutto l’anno le rive dei canali e i vicoli stretti della città. La sua bellezza ha fatto impazzire Byron, Casanova, Proust, Wagner, Djagilev, Hemingway e Brodskij. Thomas Mann la riteneva una trappola per stranieri, e La Corbusier la chiamava la prima delle città moderne del mondo: questo è Venezia, una città che sta affondando.

"Piazza di San Marco è quel posto dove ci sono tanti piccioni e dove sta quell’enorme duomo simile a un lussuoso cinema?

— Appunto, Jackson. Questo l'avete notato molto bene. Perché tutto dipende da come e che cosa guardare. E ora guardate là, dietro il Torcello, vedete quel bellissimo campanile, a Burano? È quasi inclinato quanto la Torre di Pisa. Burano è un'isola molto popolata, le donne vi lavorano bellissimi merletti e gli uomini fanno finta di essere "bambini", di giorno lavorano alle fabbriche di vetro su quell'isola vicino a un altro campanile, si tratta di Murano. Di giorno creano quel bellissimo vetro per i ricchi di tutto il mondo e poi tornano a casa su un piccolo vaporetto e fanno i bambini" (Ernest Hemingway. "Di là dal fiume e tra gli alberi")

Dar da mangiare ai piccioni del pop corn (1 euro a pacchetto) su piazza San Marco, fari fotografare con loro e visitare il Duomo San Marco (gratis), andare sulla gondola (100 euro per un'ora di piacere), passeggiare per la Merceria (è una stradina commerciale) fino al Rialto (è un ponte tra il Canal Grande e il vicino mercato), comprare una maschera di carnevale di gesso (5 euro al pezzo), tornare sulla Piazza e bere una tazza di caffè da Floriano (12 euro), tutto questo è sufficiente per dire: sono stato a Venezia! Ma per tutto questo che vale la pena di andarci. A Venezia si va per una disposizione d’animo, per un miracolo, per un incanto, per un fine, per un appena percettibile sensazione di aver sfiorato la bellezza divina.

La gente ricca, quando viene a Venezia, si nasconde dalla folla su di un'isola appartata, in un albergo di lusso dal nome Cipriani. La vicinanza con le persone blasonate costa abbastanza caro, ma intanto 24 ore su 24 è a disposizione dei clienti c’è una barca a motore personale. L'albergo Excelsior durante il Festival di cinema di Venezia è gremito di stelle del cinema e di persone famose. All'albergo des Bains sul Lido, dove Visconti girò "Morte a Venezia" per ogni camera spetta una cabina personale sulla spiaggia, dove, ben isolati da tutto il mondo, si può sognare ascoltando il suono delle onde. Al Danieli, vicino a piazza San Marco, si può prenotare la camera dove sbocciò l'amore di Alfred de Musset e George Sand.

Infondo non veniamo a Venezia non restare in albergo! Anche se si tratta di uno famosissimo o di lusso. Avanti, andiamo incontro alla bellezza!

"In questa città è molto piacevole passeggiare. Forse meglio che in qualunque altro posto. In qualsiasi momento passeggi qui lo faccio sempre con piacere. Potrei studiare bene questa città e allora le passeggiate sarebbero ancora più interessanti. Quanto è disordinata questa Venezia, cercare qui un posto qualsiasi è molto più divertente che fare i cruciverba". (Ernest Hemingway)

In verità è difficile perdersi a Venezia, ma è anche abbastanza difficile tracciare un itinerario ottimale da un punto all'altro. E nessuna mappa ci potrà mai aiutare. Si avrà lo stesso risultato che se si usasse il mappamondo. Il guaio più grande sta nel fatto che di tutte le strade sulle mappe è segnata, forse, appena una terza parte e della loro denominazione è indicata solo una quinta parte. Il problema non sta nella qualità della mappa, ma nella scala. Come, spiegatemi, si può segnare su una mappa una via per cui non è possibile passare quando piove senza essere costretti a chiudere l'ombrello, oppure una piazza tra quattro case in cui, con difficoltà, si mette un caffè con due tavoli e quattro sedie.

A proposito, proprio simili piccoli ristoranti ci fanno sperare di incontrare la vera cucina veneziana. Ci fermiamo subito. Un bicchiere di Prosecco gelato e qualcosa di leggero a colazione, ad esempio un sauté di vongole e cozze.

Rincuorandoci andiamo avanti infondo ai quartieri residenziali: per le strade, tra le case a tre e quattro piani, salendo sui ponticelli sopra i canali e di nuovo per i vicoli oscuri che portano a uno slargo soleggiato, dove troviamo un duomo oppure un palazzo e bellissime sculture... Le strade ci attirano, ecco dici tra te e te, vado fino a un altro ponticello e basta, ma dietro questo ponticello si scorge una nuova chiesa là dietro, in un vicolo attraversato dalla luce del sole sulla riva di un canale. E si ricomincia tutto da capo. 

Smarrendoci così per un paio di ore usciamo sul teatro la Fenice, dove un tempo, con un successo strepitoso, erano messe in scena le prime delle opere di Verdi. Il nome del teatro non è causale; due volte è rinato dalle cenere dopo terribili incendi. Oggi le sue porte sono spalancate ai melomani. Questi accorrono a un caffè in una piccolissima piazza vicino al teatro molto tempo prima dell'inizio dello spettacolo, discutendo dei pregi delle primedonne di oggi in tutte le lingue europee. Anche se sarebbe proprio il momento giusto per assaggiare il tenerissimo fegato alla veneziana accompagnato da una bottiglia d’Amarone.

"La gondola la comparo a una culla oscillante, e la sua cabina superiore mi pare una spaziosa bara funebre. Proprio così! E noi intanto, come nella vita, senza soffermarci a pensare, dondoliamo e scivoliamo sull’acqua del Canal Grande" (Goethe)

Quando cominci ad abituarti un po’ alla città, cominci a notare nuovi particolari: senti l'odore dell'acqua putrida nei canali, vedi le chiazze colorate d'olio su essa, le fondamenta erose coperte di alghe, le strisce bianche sulle pareti: sono le tracce delle inondazioni che arrivano spesso. Ogni anno qui dal vento scirocco e dalla marea arrivano più di cento inondazioni e ogni anno la città si abbassa di 3 - 5 millimetri sul livello del mare. Una città che sta affondando.

Riflettendo sulla precarietà dell'esistenza prendiamo una gondola oppure saliamo su un vaporetto e andiamo all'isola di San Michele. Per una disposizione di Napoleone nel 1807 l’isola fu trasformata in un luogo speciale per la sepoltura dei veneziani. Qui, in un cimitero coperto da un rovo di rose giacciono Igor Stravinskij, Sergeij Djagilev, Iosif Brodskij.

Tutto intorno alla tomba di Djagilev per tutto l'anno si trovano le scarpette delle ballerine da tutto il mondo. I ballerini ritengono che questo gesto porti loro fortuna. Accanto al piedistallo di Iosif Brodskij freme la vita: monete, penne, colori, carta, fiammiferi e addirittura un quaderno con pochi frettolosi versi.

"I gondolieri sotto il ponte di Rialto sono le persone più forti e immorali. Se uno sconosciuto sale su una delle loro gondole lo portano in un bordello, dove lo spenneranno perfettamente prima che egli riuscirà a liberarsi". (Dai ricordi di un viaggiatore del XVII secolo).

Il Canal Grande è l'arteria principale di Venezia. Lungo il canale si trovano più di duecento palazzi vecchi che appartenevano ai nobili di Venezia. In uno dei palazzi della famiglia Mocenigo visse Giordano Bruno e più tardi Byron. E nel palazzo Contarini-Fasan, come afferma la leggenda, visse Desdemona prima che Otello la rapisse.

Molti palazzi sono stati trasformati in musei, come alla Ca d'Oro, una perla di Venezia; in questo leggiadro edificio di tre piani dal caratteristico stile veneziano del XV secolo, si trova la Galleria Fianchetti con una collezione d'arte orientale e moderna. La Ca d'Oro è veramente una casa d’oro e, infatti, quando fu costruita nel 1440 per un nobile cittadino della città, Contarini, il palazzo brillava d'oro. D’oro era coperto tutto il decoro architettonico della facciata e i merli sul cornicione.

Per fare un bella figura tra gli intellettuali vale la pena di visitare l'Accademia: oltre i quadri di Caravaggio notate bene anche i soffitti. Nel palazzo Ca’ Pesaro si trova una magnifica collezione di pittori e scultori dei secoli XIX - XX, nel palazzo Ca’ Rezzonico si trova il trono dorato del papa romano Pio IV e i mobili laccati cinesi antichi. Qui si possono vedere anche i divertenti soggetti veneziani di Pietro Longhi, oltre gli affreschi di Guardi e di Tiepolo.

Un ampio e largo zigzag lungo il Canal Grande divide la città in due parti unite da tre ponti. Rialto è il più famoso di loro. E se di giorno si può fare uno spuntino ovunque, di sera meglio sedersi proprio vicino all’acqua, in un ristorante nei pressi di ponte Rialto: le sardine marinate con la cipolla, risotto con nero di seppia ed verdure alla griglia. Tutti i prodotti sono freschi, grazie alla vicinanza di un mercato, naturalmente non mancherà una bottiglia di Valpolicella, che è un altro vino famoso della regione Veneto.

"Voltando a sinistra camminarono lungo il canale, dove stavano ferme alle banchine le barche dei pescatori e il colonnello provava un certo piacere nel guardare quelle reti marroni e le peschiere di maglia e la bella severa forma delle barche. "No, non si può dire che siano pittoreschi. Se pittoreschi vuol dire di merda. Questi sono diabolicamente belli" (Ernest Hemingway).

Venezia è bella di giorno e incantevole di notte, quando non ci sono più le folle di turisti e la luce dei lampadari, il mormorio dell'acqua rumoreggiante e una foresta delle pertiche-banchine per le barche conservano uno speciale enigma. L'atmosfera di qualcosa di miracoloso e soprannaturale. Non c’è né il silenzio né la tranquillità, perché si sente vicino la musica, le voci e il riso. La luce di certe finestre. Il velo dell'enigma, la penombra, la fragilità, tutto ciò è così ricercato dagl’intenditori. Ognuno vede quello che vuole vedere con l'aiuto della propria immaginazione.

Venezia non svela a nessuno tutti i suoi segreti. Coma una dama beffarda in maschera, coperta dal mantello, attira con la sua bellezza e si dilegua nell'oscurità delle stradine strette. La città flirta con milioni di ammiratori, ma non permette di avvicinarsi a lei dalla prima volta, non regalerà un bacio, ma lo chiamerà soltanto e ingannerà come una zingara astuta.

 
In questa sezione
01.07Una farfalla che vola incontro al mare
01.07La capitale della Riviera dei fiori
01.12Un crocevia di civilta
01.12Un crocevia tra tre mari
01.09Una citta fuori dal tempo